cosa ho visto

Sento che è giunto il momento di condividere la nostra storia, quella che abbiamo vissuto negli ultimi due anni perché credo sia utile informare ed arrivare ad altre persone che non possono sapere e vedere ciò che sta accedendo nel nostro bosco.

Siamo un’associazione di promozione sociale che opera da 5 anni in uno chalet vicino ad un’area naturale molto estesa. Abbiamo deciso di vivere a contatto con la natura, abbiamo deciso di preservarla, condividerla e di attivare un percorso di outdoor education per minori.

Promuoviamo la cooperazione, la cura, l’incontro, la libertà; valori che osserviamo ogni giorno approcciandoci all’ambiente naturale.  

In questi due anni di emergenza abbiamo vissuto la nostra quotidianità dandogli immenso valore, il nostro stile di vita ed il nostro bosco, è diventato luogo della rivoluzione, della salvezza. Pensate che bello: “la rivoluzione partì dai boschi” non dalle piazze, non dal cemento: dai boschi, in sordina molti tornarono alla terra e da lì crearono una nuova società.

Questo sta già accadendo. Ora vi vorrei raccontare cosa ho visto.

Ho visto un ambiente naturale esteso, pronto ad accogliere famiglie e bambini in sicurezza. In un anno scolastico di covid i nostri bimbi (18) non hanno MAI contratto il virus, ne qualsivoglia forma influenzale. I nostri bimbi si abbracciano e si toccano ogni giorno.

Ho visto bambini approcciarsi a psicoterapeute pronte a parlare dei traumi da covid snobbare l’intervento perchè loro semplicemente non avevano traumi.

Nei periodi di chiusura ho visto una maestra con zaino e bici farsi tutte le case dei bimbi per impartire lezioni frontali piuttosto che in dad.

Abbiamo accolto genitori che portavano un bagaglio emotivo e traumatico enorme dovuto all’emergenza, li abbiamo ascoltati per quanto ci era possibile fare, e loro arrivavano sempre un po prima per stare bene lì. Per giocare a palla con i figli.

I nostri bimbi sanno il nome di ogni vicino di casa e dei loro cani, e anche delle montagne degli alberi e delle erbe. I nostri bimbi hanno imparato a leggere e scrivere, come tutti. Hanno ascoltato la gabbianella ed il gatto sdraiati nel prato. Hanno accettato la morte dei pulcini presi dal gatto. Hanno visto i girini trasformarsi in rana. Sanno che il cavallo del vicino ha quel carattere ed il cane del pastore quell’altro carattere. Sanno fare il pane con la pasta madre, i biscotti, sgranare il cuss cuss. Sanno che animale sono nella cultura cinese e dire “nonna” in russo. Sanno le tabelline. E all’esame di fine anno erano sereni perché c’era il gruppo, perché sapevano chi erano, e lo hanno passato tutti.

Tutto questo per testimoniare una cosa. Che un’altra via è possibile, che il mondo si sta aimè dividendo in chi sta dentro e chi sta fuori. E chi ha il coraggio di “uscire” e stare in natura, bè sta bene. Sta bene perché l’ambiente naturale ti porta ad assumere uno sguardo di cura e rispetto diverso sul mondo e su di te. Perché ti salva.

Passiamo spesso per pazzi visionari, per “chi se lo può permettere” per chi ha fatto delle rinunce, per il fricchettone. Be qui ragazzi si sta bene. E si, questi progetti fanno fatica e sono pionieri, ma se ci unissimo, se molti di voi uscissero fuori, creeremmo sicuramente un futuro migliore per i nostri figli. Questo è certo, è davanti ai miei occhi tutti i giorni.

Vi lascio con una citazione di un libro:

“certo per far questo bisogna essere matti, ma il primo rettile che ha trascinato il proprio ventre fuori dall’acqua per vivere sulla terra senza polmoni, e ha provato lo stesso a respirare, era matto anche lui. E da questo a un certo punto è venuto fuori l’uomo.”

Buon inizio a tutti

 

 

 

 

 

 

 

 


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